BREVE STORIA DEL GELATO UN’AVVENTURA NEL GUSTO

Nella lunga e affascinante storia del gelato, ardua impresa è individuare esattamente la linea di confine tra verità e leggenda. I racconti più diffusi ne fanno risalire l'origine ai siciliani sotto la dominazione araba nel IX secolo. Proprio sul modello dello sharbat arabo sarebbe nata la prima granita di limone, frutto della combinazione di quattro preziosissimi elementi: la neve dell’Etna, il sale marino, i limoni verdelli e lo zucchero di canna coltivato in loco. La neve, riposta in apposite ceste internamente rivestite di paglia e sale, veniva trasportata a Palermo a dorso di mulo e conservata per diversi mesi in profonde cantine. Dalla Sicilia il gustoso dessert iniziò a diffondersi rapidamente in Italia e all’estero e le mense dei ricchi furono nobilitate da raffinatissime ricette di sorbetti a base di gelsi, agrumi e gelsomino. In età rinascimentale, nomi come Ruggieri, pollivendolo e cuoco al servizio di Caterina de’ Medici, e Bernardo Buontalenti, “uomo di sagacissimo intendimento”, contribuirono al perfezionamento e alla diffusione su scala europea di questo “favoloso dolce ghiacciato”. La vera svolta nella storia del gelato artigianale arrivò nel XVII secolo a Parigi grazie a Francesco Procopio de' Coltelli Cutó, di origine palermitana, al quale si devono la commercializzazione e il trionfo mondano del prodotto. Dopo aver messo in funzione una rudimentale ‘sorbetteria’, uno strano marchingegno ereditato dal nonno, aprì nel 1662, sotto il regno di Luigi XIV, detto il Re Sole, il primo caffè di Parigi, battezzandolo come centro di ogni novità. Frequentato da intellettuali, attori, militari e letterati del calibro di Voltaire, Balzac e Hugo, il Cafè Procope divenne ben presto un ritrovo alla moda, in cui la clientela riceveva le notizie del giorno, gustando esotiche specialità dolciarie, come i gelati che venivano serviti in bicchierini simili a porta-uova.