Pistacchio di Sicilia

Storia e origine

Originario del Medioriente, il pistacchio fu introdotto in Sicilia dagli arabi e ha trovato, nel tempo, la sua area di elezione alle pendici dell'Etna. Oggi la Sicilia è l'unica regione italiana a vantarne la produzione. Soprannominato "oro verde", rispetto alle qualità coltivate nel Mediterraneo e nelle Americhe il pistacchio siciliano possiede colori e qualità organolettiche che ne fanno un unicum in tutto il mondo. Queste gemme verdissime dal sapore dolce, delicate e aromatiche sono apprezzate in Italia e all’estero per l'originalità del gusto e l'adattabilità in cucina e in pasticceria.

Uso

Il pistacchio è utilizzato nell'industria dolciaria soprattutto per preparare torte, paste, torroni, mousse, confetti, gelati e granite, ed è squisito anche nei primi e secondi piatti o nei tipici arancini siciliani. E’ inoltre diffuso anche nella preparazione degli insaccati, per esempio nelle mortadelle e nelle soppressate, e nel settore cosmetico.

Produzione

Il pistacchio è un arbusto di altezza non superiore ai 12 metri. Cresce bene sulle rocce laviche, proibitive per qualsiasi altro tipo di vegetazione.
Gli alberi non si concimano né si irrigano, si trattano pochissimo e si potano per eliminare i rami secchi negli anni "di scarica". Infatti, il pistacchio produce ad anni alterni e, durante l'anno di riposo, i contadini eliminano le gemme comparse in modo che la pianta possa immagazzinare tutte le energie necessarie alla produzione della stagione successiva.
La coltivazione e la raccolta avvengono manualmente dato che il terreno, caratterizzato da rocce che affiorano in superficie, crea ostacoli alla meccanizzazione.  Dopo la raccolta, il frutto viene smallato con apparecchiature artigianali e successivamente lasciato asciugare al sole per 5-6 giorni. E’ dalla smallatura del frutto che si ottiene il pistacchio in guscio.