La Nocciola dei Nebrodi

Storia e origine

Il nocciolo è un arbusto d'epoca preistorica. La diffusione nel continente europeo iniziò al termine dell'ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa. Oggi l'Italia, con le coltivazioni di noccioli in Campania, Lazio, Piemonte, Liguria e Sicilia, è uno tra i principali produttori al mondo. In Sicilia si trovano piantagioni di pregio sulle pendici dei Monti Nebrodi. Le nocciole qui prodotte sono particolarmente apprezzati per l'ottimo equilibrio fra aroma, profumo e consistenza. La loro produzione inizia intorno al 1890 in seguito al perdurare della crisi della gelsicoltura che venne  sostituita degnamente grazie alla facilità di adattamento dei noccioli, alla sua produttività e a un apparato radicale molto fitto, utile a prevenire l'erosione del suolo.

Uso

Le nocciole possono essere consumate come frutta secca, tostate, o trasformate in crema di nocciole. Largamente impiegate nella pasticceria locale per la preparazione di gelati, semifreddi e dolci caratteristici come i croccantini e il torrone.

Produzione

Il nocciolo è un arbusto di medio sviluppo che in genere non supera i 5 metri di altezza. Vegeta bene dalla pianura alla collina fino a circa 1300 metri di altezza e si adatta a diversi tipi di terreno, purché non troppo umido.
Il nocciolo è classificato come pianta "monoica" per la compresenza di fiori maschili e femminili in un unico arbusto. I fiori maschili sono i più appariscenti, costituiti da lunghi filamenti che si formano sui rami nella stagione estiva. In inverno terminano lo sviluppo allungandosi e liberando una grande quantità di polline che, sfruttando il vento, raggiunge i fiori femminili. Quindi inizia la formazione del frutto che  termina nei mesi di Agosto - Settembre.
La raccolta va eseguita a completa maturità, quando le nocciole tendono a staccarsi e cadere, e le brattee che li avvolgono disseccano.