Mandorla di Sicilia

Storia e origine

Il mandorlo ha origine in Asia in un’area compresa fra l’attuale Iran, l'Afghanistan e la Cina occidentale. La sua diffusione nel bacino del Mediterraneo avvenne per opera dei greci e risale al V secolo a.C. In Sicilia ha trovato il suo habitat ideale nella Val di Noto, tra le province di Siracusa e Ragusa. Qui produce una varietà pregiata nota in tutto il mondo come "Mandorla di Avola" e parte del presidio Slow Food "Mandorle di Noto".

Uso

La mandorla è ampiamente utilizzata nell'industria dolciaria, in particolar modo per la produzione di confetti, pasta reale, granite e latte di mandorla, ma anche nel settore cosmetico e farmaceutico.
Ci sono due tipi di mandorle: dolci e amare. Queste ultime contengono acido prussico e non devono essere consumate crude. Si usano in piccolissime quantità, solo per preparare alcuni tipi di biscotti, ad esempio gli amaretti.

Produzione

La mandorla "Pizzuta" d'Avola è una cultivar di Prunus dulcis, tipica della zona del territorio della Val di Noto. Questa varietà proviene dal seme di un albero della stessa famiglia del pesco ed è stata selezionata nell'Ottocento dal botanico avolese Giuseppe Bianca.
La sua fioritura inizia a Gennaio, ma il frutto matura tra la fine di Luglio e i primi di Agosto quando viene effettuata la raccolta a mano con l'aiuto di una bacchiatura praticata con canne e pertiche.  
Dopo la raccolta, le mandorle vengono private del mallo e fatte asciugare al sole per 3 - 5 giorni, prima di confluire nei laboratori di lavorazione.