La Fragola di Sicilia

Storia e origine

La prima varietà di fragola coltivata risale agli inizi del Settecento in Francia. In quel periodo Frézier, un ufficiale del Genio francese mandato in missione in Cile, portò con sé al suo ritorno la specie indigena da cui derivano tutte le varietà successivamente coltivate.
Oggi la fragola più usata è quella selvatica, o fragolina di bosco, originaria dell'Europa e della Siberia: cresce nei boschi, nelle radure e nei luoghi erbosi, fino a 1800 m di altezza.
In Sicilia la fragolina di bosco cresce spontanea nelle macchie del massiccio delle Madonie, sui Monti Nebrodi e sull'Etna, ma esistono anche coltivazioni pregiate nelle zone vallive di Ribera e Sciacca, dove si producono frutti dalla storia singolare. Infatti, pare che le piccole fragole coltivate ancora oggi in quest'area dell'agrigentino derivino da piantine portate in Sicilia dai reduci dalla Grande Guerra.

Uso

Le fragole vanno consumate o trasformate in un arco temporale breve, poiché perdono assai rapidamente brillantezza di colore e freschezza, scemando in qualità.
Marmellate, sciroppi, gelati e gelatine sono alcune delle preparazioni che ne esaltano le caratteristiche e permettono al contempo di prolungarne la vita evitandone il prematuro deterioramento. Ottime al naturale, con zucchero e limone, o con panna. Ideali per guarnire dolci e gelati.

Produzione

La fragola è il frutto delle piante del genere Frangaria a cui appartengono molte specie differenti. Ne esistono di selvatiche e coltivate. Il periodo di raccolta varia a seconda del tipo di coltura, se protetta o in pieno campo, della latitudine e della varietà.
Le fragole, pur se considerate frutti dal punto di vista nutrizionale, non lo sono dal punto di vista botanico: i frutti veri e propri, infatti, sono i cosiddetti “acheni”, ossia i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola.
La coltivazione è impegnativa, spesso effettuata ai piedi di aranci o peschi per garantire alla pianta maggiore protezione. La raccolta, tra Aprile e Maggio, è praticata a mano ed è una fase molto delicata per la scarsa resistenza del frutto al calore e agli urti.