Il Cannolo Siciliano

Storia e origine

Nato come dolce simbolo del carnevale, con il passare del tempo il cannolo siciliano è diventato uno degli esempi più noti dell'arte pasticcera italiana nel mondo e ha quindi perso il carattere occasionale legato alla festività carnevalesca. Secondo alcune fonti, la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta - antica "Kalt El Nissa" in arabo "Castello delle donne" che, a quei tempi, era sede di numerosi harem di emiri saraceni. Qui le donne, per passare il tempo, si dedicavano alla preparazione di prelibate pietanze tra cui il cannolo, ad imitazione di un dolce arabo. Si narra che alla fine della dominazione araba in Sicilia gli harem si svuotarono e alcune donne, ormai libere, si  convertirono al Cristianesimo ed entrarono in convento dove iniziarono a riprodurre alcune delle ricette preparate per gli emiri, tra le quali quella dei cannoli. Pare che molti di questi conventi avessero sede a Palermo, ed è per questo che alcune fonti rimandano al capoluogo siciliano quando si parla delle origini del cannolo.

Uso

Tipico dolce siciliano oggi riprodotto anche in numerose altre varianti: oltre al gelato, nei ristoranti locali non è raro trovare la forma “scomposta” del cannolo, cioè la sua trasformazione in dolce al cucchiaio.

Produzione

"U cannolu" è formato da una "scorza" o "crosta" esterna, fritta, e da una farcitura interna di ricotta lavorata con zucchero e gocce di cioccolato. La crosta è una pasta sottile di farina, burro e zucchero a cui si aggiungono vino, per la produzione delle classiche bolle, e cacao amaro o caffè, per accentuarne il colore bruno e il retrogusto leggermente amaro. La forma è resa arrotolando i dischi di pasta su piccoli tubi di metallo (originariamente la pasta veniva arrotolata su canne di fiume, da cui il nome del dolce). Per la decorazione si usano pistacchi di Bronte a un’estremità e una ciliegia candita o un tondino di scorza d'arancia candita all'altra. Per finire, una spolverata di zucchero a velo ricopre l’intera scorza.